giovedì 14 dicembre 2017

L’AVVENTO DEI TRIFLE PER L’MTC: IL GORDON’S CHRISTMAS TRIFLE

Trifle. Cos’è adesso sta roba? Cosa ti sei inventata ora?
Questa è stata più o meno la razione della famiglia quando ho detto che ne avrei preparato uno per il Club del 27 di Mtc , che solo per questo mese si riunisce il 14, cioè oggi  ma poi vi spiego il perché, ora torniamo al Trifle.


sabato 2 dicembre 2017

ADDOBBI DI NATALE IN FELTRO. NON LE SOLITE PALLE.

Feltro? Ma questo non era un blog di cucina?
Certo che si e tornerò anche a mostrarvi i miei pasticci, ma tra poco sarà Natale e  i preparativi incombono.
Ormai siamo entrati ufficialmente nel periodo dell’Avvento e quindi è arrivato il momento per fare l’albero e addobbare casa.
Veramente ogni anno si inizia sempre prima, già dopo i Santi i negozi traboccano di decorazioni luccicanti, prima o poi troveremo gli alberi di Natale addobbati già a Ferragosto
Comunque ora è ufficiale, non ci si può proprio esimere. 
Quindi ecco un paio di proposte carine e facili per abbellire il vostro albero di Natale o da usare come chiudi pacco. 
Per una volta niente pentole e fornelli ma ago, filo e pannolenci. 
Anche perché il cucito creativo è l’altra mia passione.


lunedì 27 novembre 2017

IL PANE DOLCE DEL SABATO PER SALUTARE UN AMICO

Questo è un post un po’ particolare perché davvero non so cosa dire e ne avrei di idee nella testa, ma sono confuse. Forse perché le parole a volte sono di troppo.
Quando viene a mancare una persona speciale per esempio.
E non importa se non la si conosceva direttamente, perché a volte ci sono mancanze che pesano lo stesso.
Qualche giorno fa è venuto a mancare un membro molto importante dell’MTChallenge che come si sa è una community molto viva tra gli appassionati di cucina, blogger  non.
Michael era uno di noi, appassionato della buona tavola e dello spirito goliardico e ludico di questa avventura social, che ci vede ogni mese riuniti a sfidarci a colpi di mestoli e padelle.  E lui sapeva giocare e lo faceva con maestria ma anche ironia.
Purtroppo il destino ci ha privato della sua presenza, ma so che ovunque sarà ora continuerà a giocare con noi e bacchettarci silenziosamente quando azzardiamo qualche bestialità culinaria. Per chi di noi lo ha conosciuto personalmente lascia un vuoto incolmabile anche come amico colto e sincero.
Per chi come me ha avuto modo solo di conoscerlo virtualmente, attraverso la community, comunque rimane il sentore di aver perso una grande occasione.
Quello che però ci lascia, oltre ai suoi contributi preziosi, è l’averci riunito e avvicinato ancora di più. Un senso di appartenenza a una grande famiglia.
Per questo ci ritroviamo tutti in un grande abbraccio virtuale a sua moglie Micol, sua figlia Eleonora e a tutta la sua famiglia, preparando un dolce tipico della cucina ebraica, che lui ha contribuito a farci conoscere meglio, insieme ad Eleonora. 
Un modo tutto nostro per stringerci tutti intorno a loro con la cosa che ci piace fare meglio, cucinare.
E lo facciamo con il Pane dolce del Sabato, che proprio Eleonora ha insegnato tempo fa alla community MTC in una bellissima sfida in cui lei era giudice. Io all’epoca non ne facevo ancora parte, non avevo ancora nemmeno il blog, ma curiosavo da lontano, un po’ timorosa e incerta se buttarmi in questa avventura o no.
Si tratta di una treccia di pasta lievitata all’olio d’oliva, farcita con uvetta o mele. Un impasto sofficissimo e dolce al punto giusto. Si presta ad essere farcito con qualsiasi golosità venga in mente.

Io mi sono attenuta alla ricetta di Eleonora che ricordava le trecce della sua infanzia farcite con le mele. Ho solo aggiunto un  pizzico di cannella, zenzero e zucchero di canna scuro. Non potete capire il profumo incredibile che ha pervaso la casa e che colazione golosa che abbiamo fatto la mattina dopo. Inutile aggiungere che è finito in un attimo e che dovrò rifarlo al più presto perché è una vera goduria.

Solo una cosa importantissima: non confondetelo con la Challah.
Come ci hanno insegnato proprio Eleonora e Michael in un bellissimo post, la Challah è un pane intrecciato, non farcito, di grande importanza per la religione ebraica, deve essere preparato con una ricetta codificata e solo con quella, con ingredienti e procedimenti precisi e solo con quelli e portato in tavola e consumato secondo un rituale ben preciso che non deve essere sminuito ma rispettato.


Questo è invece un pane dolce sempre tipico della cucina ebraica ma che non è legato a nessuna ritualità religiosa in particolare, pur rispettando negli ingredienti le regole della cucina Kasher, per questo può essere farcito e servito tagliato a fette.








Il pane dolce del Sabato


per due trecce ripiene:

500 gr di farina 0
2 uova grandi medie (circa 60-62 gr con il guscio)

100 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra

125 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d'oliva
10 gr di sale
100 gr di uva passa 
un tuorlo d'uovo
un cucchiaio di acqua
semi di sesamo e papavero


Prima di tutto e importantissimo, setacciare la farina.
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma. Mischiare la farina, il sale e lo zucchero e versarci il lievito e cominciare ad impastare, versare poi l'olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione. Lavorare fino a che l'impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.
Lasciar lievitare per almeno due ore, dopodiché, sgonfiare l'impasto e tagliarlo in due parti uguali. Tagliare poi ognuna delle parti in tre.
Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Spargere l'uva passa sulle tre parti.
Arrotolarle poi sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lungi "salsicciotti".
Unirli da un capo e cominciare ad intrecciare.
Ripetere l'operazione per la seconda treccia. Adagiare le trecce su una placca da forno unta di olio. Lasciare lievitare ancora due ore. 
Sbattere il tuorlo d'uovo con un cucchiaio di acqua e spennellarlo sulla superficie; spolverare di semi di sesamo o papavero.
Infornare in forno già caldo e STATICO a 200°C per circa 15-20 minuti.


Io mi sono attenuta alla ricetta, ho solo sostituito l’uvetta con una piccola mela tagliata a dadini spolverata con zucchero di canna scuro, cannella e zenzero.
Forse avrei dovuto aumentare la quantità di mela e di zucchero.





Per la cottura ho abbassato la temperatura a 180°C dopo i primi 5 minuti perché il mio forno tende a cuocere troppo in fretta e scurire troppo la superficie lasciando l’interno crudo. Ogni forno però è un mondo a sé.

L’impasto è lievitato benissimo, non so se è la fortuna dei principianti o degli incoscienti. Tra l’altro ho impastato tutti gli ingredienti insieme in una ciotola, a mano, lavorando energicamente e a lungo finché l’impasto non è stato soffice, omogeneo e non appiccicoso. L’ho praticamente maltrattato eppure è lievitato e si è docilmente trasformato in quel dolce soffice  e profumato che ci ha incantati tutti quanti.




venerdì 27 ottobre 2017

I MIEI KATMER POGAÇA PER IL CLUB DEL 27

Il club del27, come ormai sapranno anche le pietre, nasce per riportare nuovamente agli onori della cronaca quelle ricette che ruotano intorno alle sfide dell’MTC, che ne hanno fatto da accompagnamento e approfondimento e che sarebbe un peccato perdere nel vortice del web. Quindi come ogni mese, il 27 appunto, ci troviamo a reti unificate per riscoprire quei piccoli tesori e le persone che ce le hanno fatte conoscere.



mercoledì 25 ottobre 2017

I CANNOLI ALLA CREMA PER L’MTCHALLENGE, CROCE E DELIZIA.

Delizia per gli occhi e per il palato. I cannoli sono uno dei simboli della nostra pasticceria. Sia che si tratti dei cannoli alla ricotta siciliani sia quelli piccolini di pasta sfoglia, ripieni di solito di crema pasticcera.
Nel vassoio di paste non mancano mai.
Sanno proprio di domenica, di pranzo in famiglia, di feste comandate.
Sono proprio questi cannolini piccoli che Francesca ci ha invitati a fare nella sua sfida dell’MTChallenge.



domenica 24 settembre 2017

SPAGHETTI AL SUGO DI ORATA PER L’MTCHALLENGE DI SETTEMBRE.

Mi affaccio un attimo dal mio limbo per partecipare alla sfida di settembre dell’MTChallenge. Anche questo mese sono sul filo del rasoio.
Sinceramente stavo per desistere. Ma l’argomento che ci ha proposto Cristina Galliti è molto interessante e goloso: la pasta col pesce.


domenica 30 luglio 2017

SCALLION PANCAKE E IL NUOVO LIBRO DELL’MTCHALLENGE.

Ovvero “The crêpe is the new Black
L’ultimo nato in casa MTC è uscito solo da poco più di un mese ed è già andato a ruba, d'altronde non poteva che essere così, visto il successo dei precedenti.
Potrò essere anche di parte, e lo sono, ma questo libro è davvero favoloso.
Come tutti quelli che lo hanno preceduto anche questo è un libro monotematico, ma non per questo meno ricco. L’argomento sono le crêpes, crespelle e cialde e tutte le loro sorelle, cugine e parenti varie sparse per il mondo.
Un tour gastronomico completo a colpi di spatole e padelle. Con tutto il bagaglio di ripieni, creme, salse sciroppi che queste preparazioni necessitano, per diventare antipasti sfiziosi, primi robusti, piatti unici, dolci voluttuosi, ma anche merende e colazioni un po’ diverse dal solito cappuccino e brioche.



sabato 27 maggio 2017

IL MIO DAKOS CRETESE PER IL CLUB DEL 27

Sbriciolata. La feta doveva essere sbriciolata.
Non ci voleva un genio. Bastava leggere bene la ricetta, era scritto nero su bianco.
Non è nemmeno una ricetta lunga e complicata, piena di passaggi e tempi di riposo con decine di ingredienti.
È la ricetta più facile del mondo, almeno una delle più semplici.
Con quanti ingredienti? Quattro. Cinque. Sette se si contano anche i condimenti.
Eppure sono riuscita a sbagliare pure quella.


giovedì 25 maggio 2017

SI DICHIARA APERTA LA STAGIONE DELL’APERITIVO IN SPIAGGIA: I ROLLS PER L’MTC.

Non sarei più me stessa se riuscissi a pubblicare prima del termine ultimo e anche stavolta non mi sono smentita.
L’MTChallenge di Maggio prevede la preparazione dei rolls, piccoli rotolini sfiziosi da mangiare in un solo boccone. Mai più sfida è adatta alla stagione che sta per arrivare: aperitivi, cene in terrazza, feste con tanti amici famelici nonostante il caldo e le zanzare.
Ci vogliono cose fresche e appetitose, da mangiucchiare distrattamente con in mano un buon bicchiere di vino fresco al punto giusto mentre si chiacchiera con gli altri commensali.


giovedì 27 aprile 2017

LE MIE CROCCHETTE DI RISO PER IL CLUB DEL 27.

Oggi vi propongo un antipasto semplice ma goloso. Le crocchette di riso di Pellegrino Artusi.
Facevano parte di una serie di ricette dedicate al riso, in particolare al riso cotto nel latte, che ha dato vita al Tema del mese di Settembre 2014 dell’MTChallenge, sfida n°41 per la precisione.



martedì 25 aprile 2017

IL SARTÙ DELLA RIVIERA PER L’MTC N°65: CON TONNO, FAVE, GAMBERETTI, BOTTARGA E VERMENTINO

Pubblico all'ultimo giorno utile o quasi, come da tradizione ormai consolidata, mio malgrado perché giuro che ci provo a non arrivare sempre alla fine. Ma ogni volta è così.
Non so più nemmeno io il perché.
Sto parlando dell’MTChallenge e delle sue sfide mensili, che terminano ogni 25 del mese.
Quindi faccio appena in tempo.
Questa volta va in scena il Sartù di riso, piatto sontuoso della tradizione partenopea che ci ha insegnato a fare Marina del blog Mademoiselle Marina regalandoci la ricetta tradizionale dello chef Alfonso Iaccarino. 


lunedì 27 marzo 2017

LA MIA TARTE AU CHOCOLAT PER IL CLUB DEL 27

Due post in tre giorni ma non sarà troppo?
Prima di spiegare cos’è il club del 27, per coloro che ancora non lo sanno, devo fare una riflessione personale. Anche perché spiega come ci sono arrivata.


sabato 25 marzo 2017

TERRINA DI TROTE E CARCIOFI ALL' ARNEIS PER L’MTC64

Ma sbagliata. E ti pareva se stavolta mi andava tutto liscio.
E pensare che io credevo di saperla fare una terrina (e ben mi sta!).
L’ultima quando è stata? E figuriamoci, anni e anni fa a un corso di cucina all’Alberghiero di Finale Ligure.
Prima e ultima. Venuta tanto bene per carità (sarà perché avevo lo chef che incombeva dietro le spalle come un tutor del Cepu?) ma poi più niente.
In tutti questi anni è sparita dalla mia cucina.
Mi chiedo perché, scherzi a parte credo sia davvero un piatto molto interessante e versatile.
Poi è arrivata Giuliana del blog “La gallina vintage” che è vinto la scorsa sfida di MTChallenge e che ha proposto le terrine. Piatto succulento, elegante e rustico insieme, difficile, insidioso, di sapore antico ma pieno di fascino. Sa proprio di Scuola di Cucina, con le maiuscole.
Quindi ci tenevo tanto a partecipare.




mercoledì 15 febbraio 2017

PARIS-BREST SALATO PER IDEA MENÙ

Questo post è stato programmato da tempo, con il mio stile cazzaro di sempre.
Purtroppo però la vita gioca scherzi terribili. 
Ieri è venuta a mancare una persona che stimavo tantissimo e, sebbene conoscessi da poco, mi ha dato tanti consigli preziosi e che non dimenticherò mai. 
Sinceramente non avevo proprio voglia di uscire come al solito, ma visto che non sono sola in questo progetto non mi andava di non rispettare un impegno preso. 
Per cui a malincuore pubblico.
Veramente aggiungo queste parole all'ultimo momento e mi spiace se sono un po' confuse e tristi.
Pubblico più che altro per salutare chiunque sia passato di qui in questi anni e le blogger che mi accompagnano.
Credo che per un po’ resterò lontano da blog, social e quant'altro. 
Ho capito che ho bisogno di concentrarmi sulla vita reale, di stare con la mia famiglia, di riallacciare i rapporti con gli amici che magari ho trascurato. Perché "tanto ci sentiamo domani", poi il "domani" viene posticipato da mille impegni e corse per riuscire a far tutto.
Da quel "tutto" ora voglio togliere il superfluo.
Magari tornerò, magari riprenderò il discorso più avanti, quando avrò riscoperto i motivi che mi hanno spinto ad aprire questo blog e soprattutto quando li saprò di nuovo apprezzare.
Adesso vi saluto con questo post cazzaro e chiudo per pausa di riflessione.

Oggi torna Idea Menù con una serie di piatti dedicati al Carnevale.
Io ho il compito di presentare un antipasto.
Cosa potevo fare se non un antipasto che sembra un dolce?
Ho pensato a un Paris-Brest in versione salata.
Questo dolce è stato creato nel 1891 dal grande pasticcere Louis Durand in onore di una gara ciclistica molto importante quella da Parigi a Brest. Si tratta di una corona di pasta choux ripiena di crema pasticcera al burro. La forma tonda infatti doveva richiamare le ruote delle biciclette. Di solito è un dolce abbastanza grande, di circa 22cm di diametro da tagliare poi a fette, ma ora nelle pasticcerie si trova anche in versione monoporzione.
La pasta choux però è di sapore piuttosto neutro, quindi si presta anche per preparazioni salate. L’ho già utilizzata per preparare il Croque en Bouche salato, che però, data la forma particolare, si presta più al periodo natalizio.
Rimanendo sempre in Francia ho scelto questo dolce molto famoso e l’ho trasformato in un antipasto, semplicemente sostituendo la crema chantilly con una crema al formaggio o ai salumi.
Non è che sia sta gran genialata, lo ammetto, l’idea l’ho vista tempo fa su una rivista, credo Donna Moderna o Sale e Pepe di qualche anno fa, ma credo che in giro per il web ce ne siano altre versioni. Però è da un po’ che intendevo provare a farlo senza averne l’occasione.
Visto che il blog è nato non tanto per regalare al mondo perle di saggezza e di genio, quanto per condividere i miei esperimenti in cucina, l’occasione mi sembra quella giusta.
Inoltre ho voluto provare la ricetta della pasta choux di un maestro della cucina francese, niente meno che Paul Bocuse, presa dal suo libro “La cucina del mercato”.
Per farcirlo ho utilizzato due creme molto facili e veloci da preparare, ma ci si può davvero sbizzarrire.

Ecco l’antipasto mascherato da dolce. Per il resto del menù non vi resta che andare da Carla, Consuelo e Linda



Antipasto: Mini Paris Brest salati.
Primo di Carla : Cannelloni ripieni di carne
Dolce di Linda: Bomboloni alla crema.









                
Per la pâte à choux.
Ricetta presa da “La cucina del mercato” di Paul Bocuse.
Ingredienti:
½ litro di acqua,
6 cucchiai di latte,
120g burro,
6-7 uova,
250g farina 00,
una presa di sale.

Mettere in un pentolino l’acqua, il latte, il burro a dadini e il sale. Portate ad ebollizione, quando inizia a bollire e il burro è completamente sciolto togliete dal fuoco e versatevi a pioggia la farina setacciata incorporandola velocemente con una frusta per non fare grumi.
Rimettete sul fuoco al minimo e mescolate con una spatola di legno finché il composto è sodo, omogeneo e si staccherà dal fondo e dalle pareti della pentola.
A questo punto versate in una ciotola molto grande e iniziate ad incorporare le uova una alla volta mescolando energicamente.  È meglio utilizzare una spatola di legno e una ciotola grande perché l’operazione richiede una certa forza e spazio perché l’impasto deve diventare gonfio e morbido. Sollevato con la spatola deve ricadere molle.
Il numero delle uova è indicativo, dipende dalla loro grandezza. È meglio usare un uovo in più che uno in meno perché sono le uova che faranno gonfiare l’impasto in cottura.
Io ne ho usati 6 grandi.
Mettete l’impasto in una tasca da pasticcere con bocchetta dentellata piuttosto grande.
Formate i Paris-Brest direttamente sulle teglie coperte di carta forno.

Per un Paris-Brest grande: disegnate un cerchio di circa 22 cm sulla carta forno con una matita nera con tratto spesso, girate il foglio in modo che il tratto di matita sia sotto e si veda in trasparenza (in questo modo non si sporca l’impasto).  Poi con la tasca spremete un cordone di impasto piuttosto spesso seguendo il segno del cerchio. Per avere un cordone spesso tenetevi a poca distanza dalla placca e procedete lentamente dando il tempo alla pasta di allargarsi. Fate un altro cordone attaccato al primo all’interno e poi ancora un terzo sempre all’interno. Infine fate altri due cordoncini di impasto sopra ai primi tre, proprio sopra ai solchi le li uniscono.
Infornate a 200°C per circa 10-15 minuti, quando è ben gonfio e inizia a dorarsi abbassate a 180°C  per altri 15-20 minuti. Deve essere di un bel biondo dorato, asciutto, croccante ma non secco. Se si batte leggermente sulla superficie con un dito deve risuonare vuoto.

Per i mini Paris-Brest: disegnate sempre con una matita nera dei cerchi di circa 10 cm di diametro sulla carta forno e voltate il foglio. Seguendo il disegno fate un cordone di pasta bello ampio e uno più sottile sopra, oppure due sottili e un terzo sopra (dipende dalla grandezza della bocchetta che avete.
Infornate a 200°C per circa 10 minuti poi, come in precedenza, abbassate il forno a 180°C e cuocete per altri 20 minuti, finché sono ben dorati e asciutti.
Io negli ultimi 15 minuti di cottura ho acceso anche la ventola. Se non l’avete potete aprire leggermente la porta del forno con il manico di un cucchiaio di legno in modo che esca l’umidità dal forno.

Per gli éclair, con la stessa bocchetta  dentellata, fate delle strisce larghe un paio di cm e lunghe 10-12cm  leggermente distanti tra loro.  Per i bignè fate invece dei mucchietti tondi, di circa 3cm di diametro. Infornate con le stesse modalità dei mini Paris-Brest. Ricordatevi che devono essere ben cotti e vuoti all'interno, apritene uno se vedete che è ancora umido e molliccio proseguite la cottura ancora qualche minuti magari abbassando la temperatura e accendendo la ventola in modo che non colorino troppo in superficie.
Comunque conviene fare delle prove di cottura, perché ogni forno reagisce a modo suo e i tempi e le temperature sono puramente indicativi.






Per la crema alla mozzarella di bufala:
300g mozzarella di bufala,
3-4 cucchiai di panna fresca,
un cucchiaio di olio extravergine d’oliva,
un pizzico di sale, pepe e noce moscata.

Mettete la mozzarella a dadini, insieme agli altri ingredienti nella coppa del mixer e frullate ad impulsi finché avete una crema morbida e omogenea. Mettetela nel frigo fino al momento di utilizzarla.

Per la crema alla mortadella :
150g mortadella,
100g robiola,
2-3 cucchiai di panna fresca.
Sale e pepe a gusto.

Mettete tutti gli ingredienti nel frullatore e azionatelo ad impulsi fono ad ottenere una crema omogenea e morbida. Regolate di sale e pepe.
Mettete in frigo fino al momento di utilizzarla.

Per la crema al salmone:
200g salmone affumicato,
100g formaggio fresco spalmabile.

Stesso procedimento come per le precedenti.


Tagliate i Paris-Brest e gli éclair a metà nel senso della lunghezza. Per i bignè tagliate via un cappellino di pasta a circa 2/3 dell’altezza.
Mettete le farce in altrettante tasche da pasticcere con bocchette dentellate e spremetele riempiendo generosamente gli involucri di pasta.

Prima di richiuderli potete completarli con olive taggiasche, pomodorini freschi o demo secchi sott’olio e basilico, tutto tagliato a filetti, nel caso della crema alla bufala.
Per la crema alla mortadella consiglio scaglie di pecorino sardo semi stagionato mentre per il salmone si potrebbe usare semi di papavero, erba cipollina o aneto freschi tritati.


Serviteli su un vassoio o alzatina da dolci, magari con tanto di pirottini di carta, come veri pasticcini in modo da sorprendere gli ospiti.

Nel caso di un Paris-Brest grande mettetelo in un vassoio come centro tavola, nel buco al centro mettete piccolo bignè farciti allo stesso modo.


Nota. Con la dose di pâte a choux che vi ho dato mi son venuti 8 mini Paris-Brest, circa 15 éclair e circa 25 bignè.

mercoledì 1 febbraio 2017

IL DOLCE DELLE COCCOLE E L’AMORE GOLOSO.

Un libro e una ricetta. Anzi due. La terza in omaggio, come al supermercato.Tutto questo per Idea Menù, già che oggi è il mercoledì si.
Ormai abbiamo fatto menù per tutti i gusti e tutte le stagioni. Il menù per San Valentino mancava? Ecco colmato il vuoto.
Quattro ricettine quattro, dall’antipasto al dolce, per preparare una cenetta romantica o peperina (quello dipende dal contorno, dalla scenografia, dalle intenzioni più o meno dichiarate) per il vostro lui o la vostra lei.


mercoledì 25 gennaio 2017

I MACARON PER L’MTC, E NON CI POSSO ANCORA CREDERE.

Alla fine li ho fatti anch’io che li ho sempre evitati con un misto di snobismo e soggezione.
Son riuscita a fare i macaron.
Riuscita è una parola grossa, diciamo che mi son venuti riconoscibili.
Non come quelli della mia prima e unica prova fatta e fallita miseramente. Impresentabili. Anche spacciandoli per amaretti. Palline brutte da ping pong.
Poi è arrivata Ilaria che ha vinto la scorsa sfida dell’MTChallenge e ci ha proposto di farli insieme.





mercoledì 18 gennaio 2017

MENÙ DEPURATIVO PER IDEA MENÙ.

Non voglio certo addentrarmi in tutte quelle teorie pseudo scientifiche sulle diete depurative o detox. In giro per il web se ne leggono di ogni e non desidero certo aggiungere altre chiacchiere alla marea di parole che già ci sono, spesso a sproposito e senza alcun fondamento scientifico.
Anche perché non ne sarei all’altezza, non avendo nessun titolo in proposito, inoltre questo non sarebbe certo il luogo adatto visto che questo è un blog che è l’antidieta per eccellenza. Del resto il nome lo dice chiaramente: a dieta da lunedì, ma visto che quel lunedì non arriva mai non comincerò certo oggi che è mercoledì.




domenica 15 gennaio 2017

IL CONTEST DI MIELIZIA E UNO SFIZIO AGRODOLCE.

Eccomi. Ci sono ancora, Nonostante le mie lunghe assenze il mio blog è ancora quasi vivo e vegeto. Diciamo che dormicchia un po’.
Anzi attende che la mia voglia di trafficare col computer si manifesti, e questo non accade molto spesso ultimamente, lo ammetto,
La voglia di cucinare c’è sempre, anche se subordinata al tempo, quindi anche quello che preparo si deve adattare a tempi e organizzazione familiare. Quindi ultimamente cucino più che altro cose veloci e facili, che accontentino tutti, che si possano preparare in anticipo e lasciar pronte solo da scaldare per il primo di noi che arriva a casa.




mercoledì 4 gennaio 2017

ZUPPETTA DI GRISSINI, FONTINA E BOLLITO IN BRODO.

Faccio capolino dopo le feste per un saluto veloce e per non mancare all’appuntamento con Idea Menù e al pranzo virtuale (purtroppo solo virtuale) con le mie amiche blogger Consuelo, Carla e Linda.
Dopo pranzi e cene ricchi e opulenti potevamo esimerci dal dare indicazioni sul riciclo degli avanzi? Certo che no.
Infatti vi diamo un intero menù per l’occasione.
Per me è il turno del primo.