mercoledì 12 novembre 2014

BESAN KA CHEELA E RAITA ALLA MENTA PER L’ABC MONDIALE.

Ovvero un gran bel ginepraio.

Non vi capita mai di farvi prendere la mano mentre state navigando in internet e non accorgervi che ci siete stati più del dovuto? Che sono passate addirittura ore?
A me sinceramente non spesso, perché ho sempre i minuti contati ma ogni tanto mi succede.
E quando mi succede perdo davvero la cognizione del tempo.
Mi capita quando sto facendo qualche ricerca su un argomento particolare che però si apre in una serie infinita di approfondimenti, uno più interessante dell’altro.

Di solito le mie ricerche riguardano la cucina. Ovvio.
Nello specifico ieri mi sono messa a cercare qualche ricetta della cucina indiana. Qualcosa che andasse al di là di quei due o tre piatti che già conosco, quelli che sono ormai famosi anche in occidente.  Tanto per imparare qualcosa di nuovo.
Ho avuto la fortuna di incappare in siti interessantissimi che parlano di ricette ma soprattutto di cultura e tradizioni. Non riuscivo più a smettere di leggere.

L’India è un paese così vasto e vario che parlare di un'unica tradizione culinaria sarebbe quantomeno riduttivo.
Anche perché è formata da tanti stati diversi, per lingua, religione, etnia, cultura, sviluppo economico e sociale. Per non parlare l’influenza subita dalle popolazioni straniere con cui questo paese è venuto a contatto nel corso dei secoli, solo per citarne uno: l’Inghilterra.

In pratica mi si è spalancato davanti agli occhi letteralmente un mondo, fatto di grandi similitudini e profonde differenze a seconda delle zone del paese, che io conoscevo solo superficialmente.
Cosa sapevo dell’India? Il riso, le spezie, il pollo tandoori, il chapati o il naan, quei pani che assomigliano alla nostra piada, il curry e poco altro. Ma quanta confusione e approssimazione nelle mie poche informazioni.

Tanto per iniziare “tandoori” non è solo il nome di una pietanza a base di pollo ma è il nome di una specie di forno di terracotta e per senso lato anche del metodo di cottura  e quindi del piatto che ne consegue. Solo che non si cuoce “tandoori” solo il pollo, ma anche il pesce, l’agnello e persino un tipo di pane.

Se poi prendiamo solo la parola CURRY entriamo in un ginepraio di proporzioni bibliche.
Perché per noi il curry è quella polverina giallastra che troviamo ormai anche al supermercato e che si usa per aromatizzare la carne o il pesce, o il riso perché no. Comunque usato ogni volta che vogliamo cucinare qualcosa “all’Indiana”. Beh, no. Dipende.
Il curry è si una miscela di spezie ma è così varia e caratteristica di ogni persona che la prepara che non esiste una vera ricetta. Queste spezie vengono pestate insieme nel mortaio e scaldate in olio o ghee, tipo il burro chiarificato. Viene poi stemperata in yogurt oppure succo di limone o pomodoro.
Questa salsa viene usata per cuocere carne, pesce legumi e verdura. Quindi curry è anche il nome della pietanza.
Vengono poi aggiunte a seconda della ricetta erbe aromatiche, frutta secca, panna o latte di cocco. Tutto questo a seconda se ci troviamo al sud o al nord dell’India, nel Punjab o nel Rajasthan.
E comunque attenzione a non confonderlo col Garam Masala, altra famosa miscela di spezie, che potrebbe assomigliare ma non è. Che è diverso dal Chaat Masala. Altro ginepraio.

Mentre mi addentro nella complessità della cucina indiana ho pensato di iniziare a proporre due piatti semplici e abbordabili al nostro sentire mediterraneo.
Uno è il (o la, boh!) Besan Ka Cheela, sorta di pancakes di farina di ceci (Besan, appunto) arricchiti da vegetali e spezie varie (tantissime) che fa parte della colazione indiana. Non stupiamoci, in fondo negli USA mangiano uova, pancetta e salsicce!

L’altro è il (o la, sempre boh!) Raita. Una salsa a base di yogurt, erbe aromatiche, una o più verdure o frutta e naturalmente spezie (tante). Qualche giorno fa avevo già presentato un Raita di mele e zenzero. Fresco e delicato, come la cucina indiana può esserlo. Stavolta cambio decisamente gusto. I raita sono salsa di accompagnamento.

Tutto questo per partecipare al nuovo ABCCULINARIO MONDIALE, che fino al 16 novembre fa sosta in India, appunto. L’ambasciatrice di questa tappa è Cinzia del blog Cindystarblog.blogspot.it

 

 




 
BESAN KA CHEELA (pancake indiano alla farina di ceci)

Ingredienti per circa 8 pancake piccoli:
200g farina di ceci (Besan),
1 cipolla,
2 peperoncini verdi dolci,
2 cucchiai di foglie di coriandolo fresco o 1 di coriandolo in polvere,
zenzero fresco o in polvere,
peperoncino piccante in polvere,
pepe nero,
mix di spezie secche per il garam masala (di solito cumino, curcuma, cannella, cardamomo, aglio in polvere),
sale,
olio di semi (io extravergine d’oliva),
io ho messo anche 2 cucchiai di prezzemolo tritato.

Tritate finemente la cipolla, i peperoncini verdi privati dei semi e le foglie fresche di coriandolo (nel mio caso prezzemolo).
Setacciate la farina di ceci e idratatela pian piano con circa pari peso di acqua, mettetela a filo pian piano in modo da non formare grumi e mescolate con una piccola frusta. Dovete ottenere una pastella liscia e fluida come quella per le crèpes.
Aggiungete il trito di verdure, il sale e le spezie nella quantità che desiderate.

In India abbondano molto in spezie. Nelle ricette che ho trovato le indicazioni di quantità erano a cucchiaiate, ma il nostro palato (e stomaco) occidentale temo non reggerebbe. Così sono andata avanti aggiungendole una punta di cucchiaino alla volta fino a raggiungere il giusto compromesso tra un gusto delicatamente speziato (ma anonimo, le spezie si devono sentire altrimenti non ha senso) e l’inferno.
Fate riposare la pastella per una mezz’ora.

Scaldate un cucchiaio d’olio in una padella antiaderente dal fondo spesso, versate due cucchiai da tavola di pastella e allargatela. Esattamente come si fa per fare le crespelle o i pancakes. In effetti sono un po’ più spessi delle crespelle.

Accompagnateli con verdure bollite e saltate in padella, chutney di frutta, paneer cioè il formaggio tipico indiano, ma qualsiasi formaggio fresco va bene, e con qualche salsa speziata.
Io li ho serviti con cime di rapa e radicchio spadellati con olio, zucchero aceto balsamico, insieme a mandorle, uvetta e pinoli.

N.B. Mio figlio li ha mangiati con del formaggio fresco spalmabile e glassa all’aceto balsamico. Devo dire che erano buoni anche così. Si potrebbero fare anche piccolini e servirli con pesce affumicato, tipo salmone. Proverò. Magari nelle prossime feste natalizie, come antipasto.



 

RAITA ALLA MENTA, ZENZERO E CIPOLLOTTO.

1 vasetto di yogurt bianco compatto,
5-6 foglie di menta fresca,
1cm di zenzero fresco oppure zenzero in polvere,
2 cipollotti,
curcuma,
sale, pepe nero.

Tritate molto finemente i cipollotti, lo zenzero e la menta. Uniteli allo yogurt. Unite anche mezzo cucchiaino di curcuma e aggiustate di sale e pepe.
Lasciate riposare mezz’ora perché i sapori si amalgamino bene.




 
http://abcincucina.blogspot.it/

 

Se vi va di saperne di più su questa fantastica cucina vi lascio alcuni link da cui ho attinto queste informazioni:







 

4 commenti:

  1. Qui c'è davvero un mondo da scoprire...questi pancake di ceci non li conoscevamo proprio, interessante scoperta , sembrano anche buonissimi! Ci hai fatto venire voglia di una cenetta indiana:) grazie per i link!! Un bacio!!

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  2. Grazie, Manuela, l'Abbecedario serve proprio a questo, a scoprire e imparare tante cose di culture diverse, e non solo clulinariamente!
    Grazie per esserti aggiunta alla carovana, ne vedremo e gusteremo delle belle! :-)))
    Aggiungo subito i tuoi piatti profumati (anche dal monitor, credimi) alla lista del nostro strepitoso menu indiano ;-)

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  3. Posso immaginare..anche a me capita spesso quando cerco info sulla cucina rimanere x ore incantata a leggere e scoprire x poi voler mettere in pratica quanto imparato..tu hai davvero superato te stessa con questa ricetta :-)
    Mi conquista al 100% e non so che dare x fare un assaggio ^_^
    Complimenti cara e felice serata <3

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  4. Interessantissimo, cara Manu!
    Anche io sapevo poche cose sull'India, e il tuo post mi ha aperto un mondo.
    Ho una voglia matta di replicare le tue ricette, ma devo prepararmi per la lezione di yoga (almeno rimango in tema :P).
    :*

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